In questo articolo verrà approfondita la riforma della legge cinese per la concorrenza sleale e verranno illustrati i potenziali benefici e cambiamenti per le imprese europee che lavorano col mercato cinese.
Indice:
- Riforma alla legge cinese
- Le principali novità
- Conseguenze e potenzialità per il mercato europeo
- Conclusioni
Riforma alla legge cinese
Dal 15 ottobre 2025 sono entrate in vigore importanti modifiche alla legge cinese sulla concorrenza sleale. La riforma mira – si afferma – a rafforzare la tutela della proprietà intellettuale e a disciplinare meglio le pratiche concorrenziali nell’era digitale. Si tratta di un intervento legislativo rilevante, che potrebbe produrre effetti significativi anche per le imprese europee presenti o interessate al mercato cinese.
Le principali novità
Una prima importante novità è l’introduzione del principio di applicazione extraterritoriale: condotte di concorrenza sleale poste in essere al di fuori della Cina, ma idonee a danneggiare il mercato interno o i diritti di operatori e consumatori cinesi, potranno essere sanzionate.
Sul piano della tutela dei segni distintivi, la nuova legge estende la protezione a identificatori digitali quali nomi di account social, app o icone delle app, divenuti elementi centrali per il riconoscimento del brand. Per i titolari di marchi europei ciò significa una maggiore possibilità di difendersi contro pratiche di “clonazione” online e fenomeni di concorrenza parassitaria particolarmente diffusi nel commercio elettronico.
La legge, inoltre, qualifica come atto di confusione l’uso non autorizzato di marchi registrati o notori come parte di denominazioni sociali, armonizzando così la disciplina con il diritto dei marchi. Viene poi disciplinato l’uso di parole chiave nei motori di ricerca: anche l’“uso implicito” di un marchio altrui per attirare traffico potrà configurare concorrenza sleale. Un passo che interessa direttamente le imprese europee, spesso vittime di campagne pubblicitarie ingannevoli online.
Non mancano, infine, chiarimenti sulla responsabilità per concorso nell’illecito altrui e sull’esenzione da sanzioni per chi agisce in buona fede.
Conseguenze e potenzialità per il mercato europeo
In primo luogo, le suddette novità rafforzano il controllo della Cina sul proprio mercato, ma aprono anche interrogativi per gli operatori stranieri, che dovranno valutare con attenzione le loro strategie commerciali e pubblicitarie in un’ottica transnazionale.
Per quanto riguarda invece i potenziali vantaggi per gli operatori europei, essi sono molteplici:
- Un ambiente giuridico più strutturato,
- Meccanismi più chiari di tutela
- Maggiore attenzione ai canali digitali.
Resta naturalmente da verificare l’efficacia concreta che avrà l’applicazione della legge e la disponibilità delle autorità cinesi ad assicurare un enforcement equo anche a beneficio dei soggetti stranieri.
Conclusioni
Sarà quindi naturalmente essenziale affidarsi a consulenti dotati di solida esperienza pratica nella gestione di vertenze internazionali in materia di concorrenza e proprietà intellettuale, con specifico riferimento al delicatissimo mercato cinese. La complessità del nuovo quadro normativo, unita alla velocità con cui si evolvono le dinamiche digitali e commerciali, rende infatti indispensabile un approccio strategico e interdisciplinare, capace di coniugare competenze legali, conoscenza delle prassi amministrative locali e sensibilità culturale.